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Principi generali dell'ordinamento comunitario e attività amministrativa

Data: 05 mar 2013

Agli albori del Terzo Millennio il diritto amministrativo non è più espressione esclusiva dei pubblici poteri nazionali, ma tende ad europeizzarsi in un contesto di osmosi e di reciproche influenze tra ordinamenti. In uno scenario delle fonti ormai integrato e multilivello, il diritto comunitario, imponendosi sui diritti statali, tende progressivamente a plasmare gli ordinamenti amministrativi nazionali, alterandone le originarie caratteristiche. In special modo i principi elaborati dalla Corte di giustizia, in un processo di affermazione del diritto giurisprudenziale, conformano sempre più i rapporti tra potere pubblico e cives, da un lato, limitando privilegi e abusi delle autorità amministrative, dall'altro, valorizzando le libertà e le pretese dei cittadini.
I diritti e le libertà individuali rappresentano, infatti, la stella cometa del nuovo panorama europeo e nazionale, fungendo sia da finalità che da limite all'esercizio dei pubblici poteri. Il presente lavoro, in una prospettiva diacronica e interdisciplinare, mira soprattutto ad analizzare modalità, tecniche e conseguenze dell'infiltrazione dei principi comunitari nell'ordinamento amministrativo italiano.
Obiettivo della ricerca è dimostrare come i principi comunitari abbiano innescato profondi mutamenti, sia in via diretta che in modo riflesso, nella attività della P.A., ampliando gli spazi di libertà del cittadino e, contestualmente, ridimensionando con l'imposizione di nuove regole i profili autoritari dell'azione pubblica.

Autore: Gabriele Pepe

Editore: Eurilink, Roma, 2012

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