Privacy: contribuenti più garantiti con le impronte digitali

Data: 15 set 2009

Il Garante per la privacy ha autorizzato la società Roma Entrate S.p.a. al trattamento dei dati biometrici di alcuni suoi dipendenti che hanno accesso ad aree riservate dove sono custoditi i sistemi informatici più importanti dell'azienda. La società, che gestisce i servizi relativi alle entrate e al recupero dell'evasione fiscale e tributaria per conto del Comune di Roma, aveva manifestato al Garante l'esigenza di assicurare la riservatezza di una gran quantità di informazioni, anche di carattere sensibile (come ad esempio, esenzioni e agevolazioni relative a persone invalide o con handicap e relativa documentazione sanitaria). Per evitare accessi indebiti alle aree che ospitano gli archivi informatici, la società aveva, quindi, messo a punto per i propri dipendenti un sistema di riconoscimento biometrico basato sul confronto tra l'impronta digitale rilevata al momento dell'accesso e il relativo codice numerico di identificazione, memorizzato e cifrato su una smart card - priva di indicazioni nominative - affidata all'esclusiva disponibilità del lavoratore. L'impiego del sistema di autenticazione avrebbe riguardato solo un numero limitato di addetti. L'Autorità ha ritenuto proporzionato l'impiego di tecniche biometriche in ragione delle modalità previste, della delicatezza dei dati custoditi e del numero circoscritto di dipendenti interessati dal sistema di rilevazione. Ha comunque prescritto a Roma Entrate di fornire ai dipendenti un'apposita informativa che contenga indicazioni relative alle finalità e alle modalità del trattamento dei dati raccolti. La società dovrà inoltre notificare all'Autorità il trattamento dei dati biometrici prima che esso abbia inizio e designare per iscritto tutti i soggetti che effettueranno operazioni di trattamento, fornendo loro precise istruzioni. .



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