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Privacy: videosorveglianza nei musei

Data: 26 mag 2009

Il polo museale napoletano potrà conservare per trenta giorni le immagini raccolte da sistemi di videosorveglianza installati presso alcune aree museali, fino a che permangono specifiche e comprovate esigenze di sicurezza.
Lo ha stabilito il Garante per la protezione dei dati personali che ha accolto la richiesta della Soprintendenza campana di poter prolungare, nel rispetto dei principi generali che regolano l'installazione e la gestione di sistemi di videosorveglianza,  il tempo di conservazione delle immagini delle riprese video in alcuni musei.
La Soprintendenza si era attivata in seguito all'allerta per un sopraggiunto allarme terroristico, inoltrata dal Comando dei carabinieri-tutela del patrimonio culturale. Al fine di prevenire eventuali attentati, l'Arma dei carabinieri aveva quindi suggerito di rimodulare il piano di sicurezza predisposto per la tutela e la conservazione delle opere, aumentando anche il tempo di conservazione delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza. In base ai principi generali indicati nel Codice della privacy e nel provvedimento generale sulla videosorveglianza del 2004, le immagini e i dati relativi a persone identificate o identificabili possono essere conservate per un periodo limitato. Tale limite, tuttavia, può essere modificato in relazione alla necessità eccezionale derivante da un evento accaduto o realmente incombente, o in seguito alla richiesta dell'autorità giudiziaria o della polizia, motivata da un'attività investigativa in corso.
Il Garante, con un provvedimento di cui è stato relatore Giuseppe Chiaravalloti, ha quindi autorizzato la Soprintendenza a conservare sino a trenta giorni le riprese dei sistemi di videosorveglianza dei siti museali più esposti al rischio terrorismo, evidenziando però che il permesso temporaneo continuerà a valere solo nel caso in cui persistano comprovate esigenze di sicurezza.




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