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Programma legislativo e di lavoro europeo 2009: pareri

Tutte le Commissioni permanenti della Camera hanno trasmesso alla Commissione politiche UE il loro parere sul programma legislativo e di lavoro della Commissione europea per il 2009.
La Commissione lavoro ha osservato la necessità di:

  • valorizzare lo sviluppo del concetto di «flessicurezza», mediante un adeguato dosaggio di politiche finalizzate ad ottenere un buon equilibrio tra flessibilità da un lato e sicurezza sociale dall'altro, nel quadro di strumenti e di politiche attive del lavoro;
  • tenere conto che lo stesso Parlamento europeo ha recentemente respinto, nella sua formulazione originaria, la proposta che intende apportare modifiche alla Direttiva comunitaria 2003/88/CE, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro;
  • rafforzare le iniziative di formazione, che possono anche svolgere un ruolo di ammortizzatore sociale rispetto alle dinamiche di riqualificazione professionale e di preparazione al reimpiego dei lavoratori;
  • affrontare con carattere di assoluta priorità il tema delle pari opportunità uomo-donna e intraprendere un percorso mirato alla effettiva equiparazione dei trattamenti salariali tra uomo e donna;
  • intervenire sul fronte delle politiche sociali di sostegno a maternità e paternità, sia favorendo al massimo l'utilizzo dei congedi parentali (anche da parte degli uomini), sia incrementando la dotazione di strutture per l'infanzia per la fascia neo-natale e per quella pre-scolastica (come previsto anche da una specifica proposta comunitaria all'esame delle istituzioni europee), in tale ambito valutando anche la possibile valorizzazione delle esperienze del cosiddetto «privato sociale», in accordo con comuni e regioni, al fine di velocizzare il raggiungimento degli obiettivi indicati nella strategia di Lisbona;
  • verificare la possibilità di prevedere particolari benefici fiscali per l'attività professionale prestata dalle donne nei primi anni di vita dei figli, anche al fine di favorire la massima inclusione sociale delle donne lavoratrici e madri;
  • valutare, inoltre, l'opportunità di adottare più idonee misure per la mobilità transfrontaliera dei giovani;
  • per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, realizzare ogni possibile sforzo per dare completa attuazione al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, anche verificando tutti gli elementi migliorativi e integrativi di tale provvedimento, che possono derivare, tra l'altro, dall'applicazione e dall'adeguamento della normativa comunitaria vigente;
  • consolidare e sviluppare politiche attive mirate all'inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro;
rafforzare il ruolo e le competenze dei comitati aziendali europei, nell'ambito di un più complessivo ampliamento a livello europeo dell'orizzonte di riferimento delle politiche sociali.



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