Protezione dei dati personali nel processo. Relazione al Convegno Capri sull’informatica giuridica del 12 ottobre 2019. Pubblicata sul sito internet istituzionale della Giustizia Amministrativa

 La tematica della tutela della riservatezza dei dati personali interessa anche le decisioni giudiziarie pubblicate sui siti internet istituzionali delle magistrature ed è disciplinata da una normativa volta a trovare un punto di equilibrio tra due contrapposti interessi: quello della riservatezza dei soggetti che si trovano coinvolti in una controversia giudiziaria e quello della trasparenza e pubblicità della funzione giudiziaria.

La Giustizia Amministrativa pubblica sul suo sito internet istituzionale tutti i provvedimenti dei suoi organi giudiziari sia di primo che di secondo grado rendendoli liberamente e gratuitamente accessibili al pubblico. Si pone, quindi, la questione dell’oscuramento degli estremi identificativi degli interessati in presenza di dati considerati sensibili, ai fini della protezione della riservatezza delle parti e dei terzi interessati dal giudizio.

Il Regolamento Ue 2016/679, più comunemente noto come GDPR (General Data Protection Regulation), disciplina il trattamento dati personali delle persone fisiche e ha trovato diretta applicazione in tutti gli Stati membri a partire dal 25 maggio 2018, rendendo necessario per quanto riguarda lo Stato italiano l’adeguamento dell’impianto normativo del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (codice in materia di protezione dei dati personali). Tale adeguamento è intervenuto con il d.lgs. 10 agosto 2018 n. 101, che peraltro ha abrogato diverse diposizioni dell’indicato decreto legislativo.

In realtà, l’entrata in vigore del G.D.P.R e la relativa normativa di attuazione (d.lgs. 10 agosto 2018 n. 101) non ha comportato, sotto il profilo strettamente formale, specifiche novità legislative in tema di procedure dei trattamenti relativi ai dati personali effettuati da autorità giudiziarie, anche se il G.D.P.R ha rimodulato le ipotesi di dati tutelati dalla privacy e ha ampliato le ipotesi di oscuramento obbligatorio.

L’esigenza della privacy a livello di ordinamento eurounitario, anche alla luce del nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati personali, è talmente sentita da aver portato la Corte di Giustizia Europea a decidere che partire dal 1° luglio 2018, nella pubblicazioni riguardanti ogni causa pregiudiziale proposta davanti alla stessa corte in tutti i documenti i nomi delle persone fisiche verranno anonimizzati tramite l’uso delle sole inziali. Allo stesso modo, sarà eliminato qualsiasi elemento supplementare atto a consentire l’identificazione delle persone implicate. Ciò all’espresso fine di assicurare la protezione dei dati delle persone fisiche coinvolte nelle cause pregiudiziali, garantendo nel contempo l’informazione dei cittadini e la pubblicità della giustizia.

 

Continua la lettura del documento  di Fabrizio D’Alessandri  - Consigliere T.A.R. Lazio Magistrato addetto al Servizio per l’Informatica della Giustizia Amministrativa - pubblicato il 25 ottobre 2019 sul sito di  giustizia amministrativa





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