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Protezione sociale e riforme: relazione dell'UE

Le riforme nel campo della protezione sociale e le politiche di inclusione attiva hanno contribuito l'anno scorso a dare impulso alla crescita e all'occupazione in Europa. Si deve però fare di più per assicurare che tali ricadute raggiungano le persone ai margini della società e per migliorare la coesione sociale, afferma una relazione della Commissione che verrà discussa il 29 febbraio dai ministri dell'occupazione e degli affari sociali. La 'Relazione congiunta per il 2008 sulla protezione e l'inclusione sociale' è imperniata sulle priorità e sui progressi compiuti in relazione alla povertà infantile, al prolungamento della vita attiva, ai fondi di pensione privati, alle disuguaglianze nel campo della salute e all'assistenza di lunga durata. Una volta adottata dal Consiglio la relazione sarà presentata al Consiglio europeo di primavera del 13-14 marzo al fine di illustrare la dimensione sociale del pacchetto "Crescita e occupazione". Complessivamente, si sono registrati risultati promettenti, ma la relazione evidenzia una serie di ambiti su cui concentrare gli sforzi futuri: - i tassi di occupazione sono aumentati per tutte le categorie di lavoratori anziani. Le misure attive di inclusione, come anche le riforme dei sistemi pensionistici e dei mercati del lavoro, hanno migliorato gli incentivi a lavorare, ma rimangono ancora sacche di manodopera non valorizzate. - Se è vero che le riforme pensionistiche sono in fase avanzata, resta il fatto però che bisogna monitorarle regolarmente per accertare quale impatto avranno in futuro sulla sostenibilità e l'adeguatezza, in particolare per le persone che hanno avuto percorsi lavorativi atipici. Si dovrebbe far opera di sensibilizzazione sui rischi legati a diversi regimi pensionistici promuovendo in tal modo scelte consapevoli. - Sui 78 milioni di europei che vivono a rischio di povertà 19 milioni sono bambini; occorrono politiche sociali mirate e si deve fare in modo che ogni bambino renda meglio a scuola se si vogliono assicurare le pari opportunità per tutti. Si devono rafforzare le politiche di inclusione e di antidiscriminazione anche in relazione ai lavoratori migranti e ai loro figli e alle minoranze etniche. - La lotta alla povertà infantile richiede una combinazione di buone opportunità di lavoro che consentano ai genitori di accedere al mercato del lavoro e di progredirvi, azioni adeguate e ben concepite a sostegno dei redditi e la messa a disposizione dei necessari servizi per i bambini e le loro famiglie. - Un'attenzione per la salute dovrebbe essere inserita in tutte le politiche, ad esempio la promozione di stili di vita sani, mentre la protezione sociale dovrebbe assicurare a tutti un accesso a un'assistenza sanitaria di qualità e a un'assistenza di lunga durata oltre a promuovere la prevenzione, anche a favore dei gruppi più difficili da raggiungere. - Il cambiamento demografico e sociale fa crescere i bisogni di assistenza di lunga durata. Gli Stati membri sono impegnati ad accrescere l'accesso a servizi di buona qualità, ma la messa a disposizione di tali servizi costituisce ancora una sfida. Si deve raggiungere il giusto equilibrio tra responsabilità pubbliche e private e tra l'assistenza formale e quella informale, prevedendo anche un sostegno a quanti assicurano un'assistenza informale.
Relazione congiunta sulla protezione e l'inclusione sociale (proposta della Commissione):
http://ec.europa.eu/employment_social/social_inclusion/news_en.htm

Relazione comune Commissione/Consiglio, pubblicazione il 29 febbraio 2008:
http://ec.europa.eu/employment_social/social_inclusion/jrep_en.htm

Studio sulla povertà infantile:
http://ec.europa.eu/employment_social/spsi/publications_en.htm#childpoverty



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