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Protezione sussidiaria: per riconoscerla non è necessario che venga provata una persecuzione diretta, grave e personale

Non possono essere utilizzati gli stessi parametri valutativi per esaminare la domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato e quella per il conseguimento della protezione sussidiaria, trattandosi di istituti che hanno caratteristiche diverse.

La prima sezione civile della Cassazione, con una sentenza dell'8 maggio scorso, si è nuovamente pronunciata sul ruolo attivo che il giudice deve svolgere  nell'istruzione delle domande di protezione internazionale e sul potere-dovere d'indagine (previsto dall'art. 8, comma 3, del d.lgs. 28 gennaio 2008, n. 25) che impone di procedere officiosamente all'integrazione istruttoria necessaria al fine di ottenere informazioni precise sulla condizione generale attuale del Paese di origine del richiedente.

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