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Regione Lazio: borse di studio, tolti benefici a chi li ha ottenuti ingiustamente

Controlli più severi per l’assegnazione delle borse di studio all’università. La Regione, insieme alla Guardia di Finanza ha infatti scoperto 340 casi di irregolarità nel 2013 dalla sui 546 controlli effettuati sulle autocertificazioni degli studenti iscritti ai tre atenei capitolini. Una percentuale di false dichiarazioni che sfiora il 62%. Degli esempi? Una studentessa dichiarava un reddito familiare di 19mila euro ma suo padre era proprietario di una Ferrari e di diverse case di valore. Un’altra si è dimenticata di dichiarare redditi per oltre 70mila euro. In questo modo accedevano alle borse di studio, sottraendole a chi ne aveva davvero diritto. La Regione provvederà subito, insieme a Laziodisu, a togliere le borse di studio e gli altri benefici a chi ha dichiarato il falso: le somme percepite illegalmente dovranno essere restituite e si prevedono anche segnalazioni giudiziarie. "Grazie a questa collaborazione straordinaria tra Regione, Guardia di Finanza e i tre Atenei di Roma, che ha visto l’attivazione di controlli sulla situazione reddituale di coloro che hanno fatto domanda per accedere alle opportunità offerte dal diritto allo studio - ha detto il presidente Nicola Zingaretti - sono venute fuori molte posizioni illegali. Siamo contenti di poter dimostrare che grazie alla collaborazione tra diverse strutture statali abbiamo rafforzato il rapporto con i cittadini”. La Regione è in prima linea per garantire il diritto allo studio. A giugno c’erano ancora studenti che aspettavano il pagamento delle borse di studio del 2009: abbiamo iniziato a pagare proprio da chi aspettava da più tempo, fino ad oggi abbiamo già investito 20 milioni di euro.



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