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Regione Lazio: disturbi alimentari, più servizi

I disturbi del comportamento alimentare sono patologie gravi che vanno curate e su cui tutti devono fare attenzione: l’anoressia nervosa, la bulimia, il disturbo da alimentazione incontrollata possono compromettere seriamente la salute di tutti giorni e il funzionamento di vari organi e vanno tenute sotto controllo. Per questo la Regione ha deciso di intervenire, nel Lazio queste malattie coinvolgono oltre 211mila persone: 17mila sono i casi di anoressia, 76mila quelli di bulimia e 117mila i disturbi alimentari di alimentazione incontrollata. Migliora la rete destinata ai minori. L'età di esordio si è abbassata, non è raro ormai trovare forme di disturbi del comportamento alimentare anche tra bambini e pre-adolescenti. Proprio per questo con il nuovo decreto la Regione ha messo particolare attenzione alla rete destinata ai minori. Percorsi e rete di strutture a tutti i livelli assistenziali. Crescono gli ambulatori territoriali, che passano da 8 a 12, così da garantirne la presenza di uno per ogni Asl. La rete dei Centri diurni viene incrementata di 70 posti con la realizzazione di tre nuovi centri a Roma e uno per ogni provincia. Cresce di 60 posti letto la capacità ricettiva del livello residenziale. Queste disponibilità derivate dal calcolo del fabbisogno saranno utilizzate per avviare una struttura residenziale a Roma, una nell’area nord del Lazio per le province di Viterbo e Rieti, e una nell’area sud per le Asl di Latina e Frosinone. Un’innovazione importante: 2 posti di rianimazione nutrizionale al San Giovanni. È la prima volta che si crea una struttura di questo tipo in Italia per assistere pazienti in coma o in pericolo di vita. A questi si aggiungono altri 4 posti letto per minori al Bambino Gesù. Resta invariato il numero dei posti in day hospital: 4 al Policlinico Umberto I, 2 al S. Giovanni Addolorata e 6 all’ospedale pediatrico Bambino Gesù.



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