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Regione Lazio: Rete ospedaliera, ecco cosa cambia

Nella sanità del Lazio è finita la stagione dei tagli, ecco cosa cambia. Rete emergenza. Il sistema dell’emergenza sarà articolato su 5 Dea di secondo livello in queste strutture: S. Camillo, Umberto I,S. Giovanni e Gemelli per Roma, S.Maria Goretti per Latina e Bambin Gesù per la pediatria. 21, invece, i Dea di primo livello, 18 i Pronto soccorso. Gli ospedali di riferimento per l’emergenza pediatrica sono quattro : Gemelli, Umberto I, S.Camillo, Bambin Gesù.. A fine 2015 i bacini territoriali della rete dell’emergenza saranno articolati in tre aree: Nord, con le provincie di Viterbo e Rieti e parte del territorio della ASL Roma F, Sud, con le provincie di Frosinone e Latina, Area metropolitana di Roma per territorio della città di Roma e delle ASL Roma G ed H e la restante parte della ASL Roma F. Le Centrali Operative dell’Ares 118 attive saranno ridotte da 7 a 4. Su tutto il territorio regionale sarà realizzato un sistema di teletrasmissione del tracciato elettrocardiografico tra i mezzi di soccorso di ARES 118 e le emodinamiche di riferimento. Rete cardiologica. 4 i centri di riferimento per l’emergenza cardiochirurgica: Policlinico Umberto I, PTV, San Camillo e Gemelli. 19 servizi di emodinamica previsti. Per Roma saranno 13 i servizi di cardiologia ed emodinamica di supporto alla rete dell’emergenza territoriale, operativi h24 anche in regime di reperibilità notturna. Entro marzo 2015 il servizio di emodinamica di Ostia viene esteso da h12 ad h24. È prevista l’apertura del servizio di emodinamica a Tivoli presso la struttura cardiologica. Rete ictus. Nel 2013 si sono registrati nella Regione Lazio circa 7.000 ricoveri per ictus ischemico e 1.700 per ictus emorragico. L’attuale configurazione della rete prevede 4 aree con al vertice gli ospedali Ptv, S. Camillo, Gemelli, Umberto , 11 strutture con Unita di terapia neurovascolare, 19 con la presenza di un team neuovascolare. Il sistema sarà potenziato perché entro giugno 2015 è prevista l’apertura dell’Unità di Trattamento Neurovascolare, UTN sia presso il de Lellis di Rieti che presso lo Spaziani di Frosinone. Entro il 31 marzo 2015, saranno adottati anche i protocolli operativi per il collegamento funzionale tra UTN II e centri afferenti (UTN I e TNVPSe) con particolare rilievo alla possibilità di effettuare la trombolisi anche nei centri periferici. Entro dicembre 2015 è prevista per ciascuna delle quattro reti la messa a regime di un sistema regionale per la trasmissione di immagini e la consulenza a distanza, già in fase di avanzata sperimentazione tra Utn dell’Umberto i e quella di Tivoli. Rete trauma. Attualmente la rete per il trauma è articolata in 3 Centro traumi di alta specializzazione: Policlinico Umberto I, Gemelli, S. Camillo. I Centri trauma di zona passano da 5 a 6: Ptv, S. Eugenio, S. Giovanni, S.Maria Goretti di Latina, Spaziani di Frosinone, Belcolle di Viterbo e 17 Pronto soccorso. Nella rete il S. Eugenio –CTO assume un ruolo di particolare rilievo in quanto sede dell’ Unità Spinale Unipolare e del Centro Grandi Ustionati regionale. Rete perinatale. Entro il 31 dicembre 2015 la rete viene riorganizzata su due livelli di cura rispetto ai tre attuali. Sono previste quattro reti assistenziali che fanno riferimento all’Umberto I, S. Giovanni, S.Camillo e Gemelli con uno o due centri di II Livello ciascuna e relative strutture di I livello afferenti. Entro il 30 giugno è previsto l’accorpamento della UO ostetrica/neonatologica di Monterotondo (419 nati) con Tivoli e della UO ostetrica/neonatologica di Colleferro (407 nati) con Palestrina. Entro al stessa data è prevista anche la chiusura della Unità di Tarquinia con la qualificazione di quella di Civitavecchia. Nel Presidio ospedaliero di Tarquinia l’attività ostetrica si mantiene come Casa di Maternità Entro il 30 giugno 2015 ci sarà l’accorpamento della UO ostetrica/neonatologica di Alatri con quella di Frosinone. Anche in questo caso il Presidio si trasforma in Casa di Maternità. A partire dal secondo semestre del 2015 scatterà la non contrattualizzazione dell’attività ostetrica neonatologica per le strutture accreditate con un volume di nati inferiore a 500. Ecco come tutto questo inciderà sul territorio. Ci saranno 257 posti letto in più, con un aumento del 6% (vai alla notizia)



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