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Regione Lazio: ricerca su rappresentanza femminile in politica

"Il sistema politico dei partiti è ancora fortemente costruito intorno alla figura maschile; le leggi elettorali non contengono norme idonee e a superare l'attuale gap di rappresentanza di genere; le donne hanno difficoltà ad accedere alla politica sia per uno stereotipo culturale che per un sistema di welfare che non aiuta la conciliazione dei tempi": sono questi i tre fondamentali punti evidenziarti dalla presidente della Consulta Femminile, Donatina Persichetti, nel corso della presentazione dei risultati della ricerca "La rappresentanza femminile nel Lazio: parità di genere in politica", illustrata nella sede dell'Associazione Stampa Romana, e accolta dal saluto del segretario di ASR Paolo Butturini e di Nella Condorelli, in qualità di responsabile dell'Ufficio Diritti e Pari Opportunità dell'Associazione. La vice presidente, Federica De Pasquale, ha sottolineato che "il problema è quello che le donne non votano le donne, ma ancor di più, che se le donne non si interessano di politica, subiranno sempre più le scelte fatte dagli altri". Suddivisa in tre parti, la ricerca dedica ampio spazio alla ricostruzione del dato normativo di riferimento; raggruppa, analizzandoli, i dati relativi ai risultati elettorali nei vari livelli territoriali di governo della Regione Lazio e, infine, ripercorre le scelte fatte dai partiti e dalle istituzioni, individuando all'interno degli Statuti la presenza di eventuali regole di rappresentanza di genere. Al termine, la Presidente Donatina Persichetti, ha annunciato la volontà della Consulta di trasmettere copia della ricerca a tutti i Segretari dei Partiti Politici affinché possano valutare la gravità del gap democratico in cui versa il nostro paese e raccogliere l'invito a promuovere una effettiva rappresentanza e partecipazione femminile in tutti i settori della vita pubblica ponendo particolare attenzione nell'individuare misure atte a favorire le pari opportunità tra uomini e donne nell'accesso alle cariche elettive, dando precedenza a: norme premiali, per le liste che esprimono più donne elette, e penalità in caso di non rispetto del principio di parità; norme nazionali e locali che affermino la composizione degli organi di governo e nelle Aziende Pubbliche in modo paritario; parità di accesso nelle tribune elettorali televisive e nelle pubblicità a donne ed uomini candidati; revisione degli Statuti dei Partiti per favorire un maggiore protagonismo delle donne in politica.



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