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Rideterminazione del fondo per le risorse decentrate per l’area dirigenziale a seguito di procedura di mobilità esterna

Data: 31 mag 2019


(deliberazione sezione regionale di controllo per il piemonte n. 128/2018/par)

II Presidente della Provincia di Vercelli ha inoltrato alla Sezione Regionale di controllo del Piemonte una richiesta di parere in merito ai vincoli di finanza pubblica incidenti sul fondo per le risorse decentrate dell’area dirigenziale. In particolare, l’istante chiedeva se, in conseguenza della mobilità verso un altro ente di un dirigente, la riduzione della spesa annuale per la retribuzione di posizione e di risultato del dirigente trasferito, le cui funzioni erano state ridistribuite in capo ai restanti dirigenti, dovesse essere considerata un’economia di bilancio o poteva essere utilizzata, altresì, per la determinazione del fondo risorse decentrate dell’area dirigenza, anche in caso di soppressione del posto resosi vacante.

In materia, come noto, i vincoli sul Fondo del trattamento accessorio sono previsti  dall'art. 23 comma 2 del Decreto Legislativo n. 75/2017  ove si dispone che “Nelle more di quanto previsto dal comma 1, al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del  merito,  la qualità dei servizi e garantire adeguati livelli  di  efficienza  ed economicità  dell'azione  amministrativa,  assicurando  al  contempo l’invarianza  della  spesa,  a  decorrere  dal   1°   gennaio   2017, l'ammontare  complessivo  delle  risorse  destinate  annualmente   al trattamento accessorio del personale, anche di livello  dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo  1,comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno  2016.  A decorrere dalla predetta data l'articolo 1, comma 236, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 è abrogato. Per gli enti locali che non hanno potuto   destinare   nell'anno   2016  risorse  aggiuntive    alla contrattazione integrativa a causa del mancato rispetto del patto  di stabilità' interno del 2015, l'ammontare complessivo delle risorse di cui al  primo  periodo  del  presente  comma  non  può'  superare  il corrispondente importo determinato per l'anno 2015, ridotto in misura proporzionale alla riduzione  del  personale  in  servizio  nell'anno 2016.”

Il Collegio, verificando in primis i requisiti di ammissibilità soggettiva ed oggettiva e rilevando la sussistenza di entrambi i presupposti, si pronunciava nel merito evidenziando come la pronuncia della Sezione Autonomie n. 19 del 2018 fosse ampiamente esaustiva nell’interpretare le modifiche normative introdotte dall’art. 23 c. 2 del Decreto Madia in termini abrogativi rispetto  all'articolo 1, comma 236, della legge 28 dicembre 2015, n. 208  così come suffragato dalle interpretazioni di altre Sezioni Regionali nonché dalla circolare n. 19/2017 della Ragioneria Generale sul conto annuale.

Sul punto si era, infatti, pronunciata la Sezione di controllo per la Regione Toscana rilevando che “anche una interpretazione sistematica del dato normativo sembrerebbe deporre in tal senso: come evidenziato dalle Sezioni Riunite (20/SEZAUT/2017/QMIG) “La novella legislativa attua, sia pure in parte, il richiamato presupposto normativo del comma 236, introducendo all’art. 23 del Capo IX, dedicato alle disposizioni transitorie e finali, nuove disposizioni volte a promuovere la graduale convergenza del trattamento accessorio del personale e a favorire, nel corso di un periodo di sperimentazione triennale decorrente dal l° gennaio 2018, l’incremento della componente variabile dei fondi per la contrattazione integrativa nonché il superamento dei vincoli assunzionali. La mancata indicazione dell’obbligo di ridurre in maniera proporzionale alle cessazioni di personale il fondo per la contrattazione integrativa sarebbe dunque riconducibile alla volontà del legislatore di non diminuire il fondo per la contrattazione integrativa” (Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la regione Toscana, deliberazione n. 4/2018/PAR). E, negli stessi termini, si erano pronunciate la Sezione regionale di controllo per la regione Liguria, con deliberazione n. 64/2017/PAR  e la  Sezione regionale di controllo per la regione Lombardia, deliberazione n. 264/2018/PAR).

Alla luce di detta lettura e in relazione al quesito formulato dal Presidente della Provincia di Vercelli, i giudici piemontesi ragionevolmente affermano che, per gli enti rispettosi del patto e, dunque, al di fuori dell’ipotesi eccezionale specificamente prevista dalla norma de qua (mancato rispetto del patto di stabilità), la riduzione del personale in servizio non comporti automaticamente l’obbligo di ridurre in misura proporzionale le risorse disponibili per il trattamento accessorio del personale.

 

Dott. Giampiero Pizziconi, Consigliere della Corte dei conti. Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato e Sezione regionale di controllo per il Veneto




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