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Riutilizzo informazione settore pubblico: procedura d'infrazione

La Commissione europea ha avviato il 19 marzo una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per incompleto e scorretto recepimento della direttiva UE relativa al riutilizzo dell'informazione del settore pubblico (direttiva PSI). Uno dei punti problematici è l’esclusione dei dati catastali e ipotecari, che comprendono le informazioni catastali nonché dettagli concernenti la proprietà, la titolarità, l’ubicazione precisa, i confini di ogni parcella di terreno e l’utilizzazione dei beni immobili per garantire l’assunzione di prestiti. Tra le altre disposizioni non inserite nella normativa italiana figurano la portata e la definizione del riutilizzo, i requisiti procedurali in materia di trattamento delle richieste di riutilizzo, le relative condizioni specifiche, inclusi i formati disponibili e la tarifficazione, e la non discriminazione.
L'Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla lettera di messa in mora. Se non riceve alcuna risposta o se le osservazioni presentate dall'Italia non sono giudicate soddisfacenti, la Commissione può decidere di formulare un parere motivato (seconda fase di una procedura d'infrazione). Qualora anche dopo tale iniziativa l'Italia non ottemperi agli obblighi che le incombono in virtù del diritto comunitario, la Commissione dovrà adire la Corte di giustizia.
Gli enti pubblici producono una notevole quantità di informazioni, la maggior parte delle quali ha un potenziale commerciale poiché può essere utilizzata come base per nuovi prodotti e servizi. In base alle stime, il mercato delle informazioni provenienti dal settore pubblico dell'UE ha un valore pari a 27 miliardi di EUR. Ma nonostante il loro valore economico, numerose informazioni del settore pubblico europeo non sono riutilizzate.
L’Unione europea ha adottato nel 2003 la direttiva PSI al fine di rimuovere le barriere che limitano il riutilizzo transfrontaliero di questo tipo di informazioni. La direttiva è stata recepita nella normativa nazionale di tutti i 27 Stati membri dell'UE.
La direttiva PSI ha istituito un preciso complesso di norme in un mercato in precedenza non regolamentato. Essa stabilisce le modalità che gli enti pubblici devono seguire per rendere disponibili le proprie informazioni e affronta punti fondamentali, come la trasparenza in merito ai dati disponibili e alle condizioni di riutilizzo o la garanzia di non discriminazione e di eque condizioni di concorrenza tra i potenziali utenti.




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