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Roma Capitale: il maxi-concorso non si ferma

"Purtroppo dalle verifiche effettuate abbiamo riscontrato diverse irregolarità sul maxiconcorso. Il fatto che non sia stato garantito l'anonimato dei partecipanti è talmente grave che saremo costretti a investire del problema la magistratura penale, civile e contabile. Rimane il fatto che Roma Capitale ha la volontà di tutelare tutti i concorrenti e l’obbligo di restituire ai cittadini la fiducia verso la Pubblica Amministrazione". Così in una nota il sindaco Ignazio Marino, a conferma di quanto emerso dalla conferenza stampa del vicesindaco Luigi Nieri, con delega al Personale, convocata per fare il punto sulla vicenda. All’incontro con i giornalisti era presente anche il capo dell’Avvocatura capitolina, Rodolfo Murra. Prima e dopo la conferenza il Vicesindaco ha incontrato i candidati del “concorsone”, nel frattempo radunatisi sotto Palazzo Senatorio. "Le verifiche di questi giorni", ha esordito il Vicesindaco, "eseguite a campione sulle sole prove scritte già terminate – quelle ancora in svolgimento restano secretate – confermano le preoccupazioni sulla regolarità del modo in cui sono state condotte le procedure concorsuali”. “Si è scoperto”, ha proseguito Nieri, “che non solo non è stato garantito l’anonimato dei concorrenti per via della trasparenza delle buste: la busta interna, quella contenente i dati anagrafici del candidato, in una serie di casi aveva l’interno bianco e non viola come prescritto. Ciò è accaduto soprattutto, tra i 22 concorsi per altrettante diverse figure professionali, in quelli più affollati, mentre la percentuale di buste con l’interno di colore viola appare maggiore nei concorsi con minor numero di candidati”. Il Vicesindaco mostra le buste con l'interno di diversi colori Spesso, ha poi detto il Vicesindaco, “nome, cognome e data di nascita del candidato sono scritti in grassetto, in altri casi a mano. Nel primo caso, anche nelle buste con l’interno viola si potevano leggere quei dati ponendo il plico alla luce”. Mentre con le buste bianche “non serve neanche la luce”. La riservatezza dei dati, ha sottolineato Nieri, “era garantita solo in un caso: quando la busta aveva l’interno viola e i dati erano scritti a penna”. Dato l’esito delle verifiche, dunque, il dossier “passa alla magistratura penale, contabile e civile”. Ma nell’attesa delle valutazioni dell’autorità giudiziaria, annuncia Nieri, “il concorso con le sue 22 procedure non viene annullato”. E, data la complessità della vicenda per la molteplicità delle procedure e delle variabili in gioco, “gli uffici sono impegnati in un’analisi capillare del modo in cui si sono svolte le prove”. “Voglio rassicurare gli animi”, ha sottolineato il Vicesindaco. “Stiamo lavorando con la massima attenzione per garantire tutti e perché non restino ombre, all’insegna di un grande rispetto verso chi ha affrontato sacrifici e difficoltà per partecipare ai concorsi di Roma Capitale”.



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