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Roma Capitale: nuovo piano sicurezza

Un piano per delocalizzare i presidi delle forze dell'ordine a Roma, con una prevalenza di polizia in centro e di carabinieri in periferia. A parlarne, nella sede nazionale della Confcommercio, è il viceprefetto Ferdinando Santoriello: «Sono circa due anni che si ragiona insieme al Comune di Roma e al Demanio», per le periferie è necessario «trovare gli immobili, ristrutturarli», mentre «bisogna chiudere i presidi di polizia al centro, che sono oggettivamente troppi». Anche per evitare sovrapposizioni, «si sta cercando di dare un tipo di organizzazione differente – spiega il viceprefetto di Roma -: portare i carabinieri nelle zone periferiche e mantenere la polizia di stato al centro. È anche una divisione territoriale, oltre che di competenza». Alla base c'è «una evidente sperequazione» delle forze dell'ordine sul territorio che si sta cercando di superare «a fatica»: i presidi «hanno una certa concentrazione nelle zone centrali - sottolinea -. Ci sono alcuni municipi dove il rapporto tra poliziotti e popolazione è pari a 1 a 200-250, mentre ci sono le periferie dove il rapporto è a 1 a 2.500. Non nascondo che qui ci sia un problema di presidio del territorio». Santoriello, quindi, fa uno spaccato preciso della situazione sicurezza nella Capitale, dall'analisi demografica al problema dei fondi passando per la crisi economica. «C'è stato un aumento di residenti (330 mila persone in più) senza lo stesso aumento di occupazione» dal 2007 al 2013, con la nuova popolazione che, in sostanza, «è in larga misura priva di un'occupazione o di un'occupazione regolare.



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