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S.DLG - Pari opportunità: esame

Anche la Commissione lavoro della Camera, ha avviato l’esame dello schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2006/54/CE sulle pari opportunità in materia di occupazione e impiego, sul quale si dovrà pronunciare entro il 24 ottobre.
La relatrice Saltamartini (PdL), ricordando che il termine per il recepimento della direttiva comunitaria in oggetto è fissato al 29 ottobre 2009, ha spiegato che il dlg modifica in più parti il codice delle pari opportunità tra uomo e donna (dlg n. 198/06) in particolare per ciò che riguarda:

  • la disciplina del Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici (istituito presso il Ministero del lavoro);
  • la figura delle consigliere e dei consiglieri di parità (con l’introduzione di nuovi compiti come lo svolgimento di inchieste indipendenti in materia di discriminazioni sul lavoro e la pubblicazione di relazioni indipendenti e di raccomandazioni nella medesima materia);
  • la soppressione dell'istituto degli ulteriori permessi non retribuiti per le consigliere e i consiglieri regionali e provinciali;
  • si specifica che costituisce discriminazione anche ogni trattamento meno favorevole subito in ragione dello stato di gravidanza, di maternità o di paternità, nonché in conseguenza del rifiuto di atti di molestie o di molestie sessuali;
  • prevista l'estensione esplicita del divieto di ogni forma di discriminazione alle promozioni professionali;
  • viene introdotta la disciplina sul divieto di discriminazione (diretta o indiretta) nelle forme pensionistiche complementari collettive;
  • previsto un inasprimento delle sanzioni penali;
  • viene estesa la tutela contro i comportamenti pregiudizievoli posti in essere, nei confronti di qualsiasi persona, quale reazione ad un'attività diretta ad ottenere il rispetto del principio di parità di trattamento tra lavoratori e lavoratrici;
  • le azioni positive possono avere anche lo scopo di «valorizzare» il contenuto professionale delle mansioni a più forte presenza femminile;
  • viene introdotto un principio per cui i contratti collettivi di lavoro possono prevedere misure specifiche - ivi compresi codici di condotta, linee guida e buone prassi - per la prevenzione delle forme di discriminazione in oggetto (e, in particolare, delle molestie e delle molestie sessuali).
In Commissione è intervenuta il Ministro Carfagna, condividendo l'esigenza espressa da alcuni intervenuti di rafforzare la presenza femminile nei livelli apicali della pubblica amministrazione, ha fatto presente che si è adoperata e continuerà ad adoperarsi affinché i principi di pari rappresentanza di genere possano essere efficacemente perseguiti. E’ stato appena prodotto un piano per l'occupazione femminile, che sarà definitivamente adottato nelle prossime settimane, al fine di incentivare il lavoro delle donne, con interventi in materia di orari, maternità e «welfare sostenibile»; inoltre Carfagna ha fatto presente che il ministero ha stanziato 40 milioni di euro del Fondo per le pari opportunità per interventi di sostegno all'occupazione e che è in corso, presso il CIPE, l'istruttoria per ulteriori finanziamenti all'imprenditoria femminile, nel cui ambito si stanno studiando le modalità più idonee ad evitare aggiramenti fraudolenti della normativa vigente. Infine ha fornito alcuni chiarimenti sulla norma relativa alle cosiddette «dimissioni in bianco», segnalando che la sua soppressione è stata motivata dalla constatazione di un irrigidimento causato dalle formalità da questa previste, che incidevano negativamente sulla stessa assunzione di forza lavoro femminile e tendevano a rafforzare il «lavoro nero». Comunque il Governo è fortemente impegnato anche su questo versante, attraverso l'inasprimento dei controlli ed il rafforzamento delle garanzie per un efficace regime di conciliazione in favore delle donne lavoratrici.



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