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S272 e abb. - Polizia locale: esame emendamenti

In considerazione dell'elevato numero di emendamenti presentati al testo unificato sulla polizia locale, la Commissione ha deliberato la costituzione di un comitato ristretto al fine di vagliare preventivamente le diverse proposte. Nel corso della seduta, Bodega (LNP) ha fatto presente che il testo unificato proposto dai relatori introduce norme di dettaglio e dunque è invasivo dell'autonomia legislativa delle Regioni e di quella regolamentare dei Comuni: tale vizio è evidente laddove si prevede la creazione di una conferenza regionale presieduta dal Ministro dell'interno, quando si istituisce un numero unico nazionale per le polizie locali e si riconosce al prefetto un ruolo di coordinamento che, in un sistema davvero federale, dovrebbe essere attribuito alle Regioni; inoltre, si prevede la trasmissione al prefetto della copia del regolamento comunale sulla polizia locale e si fissa una pianta organica minima per i corpi di polizia locale. Il senatore ha poi fatto notare che la proposta di Carta delle autonomie presentata dal Governo attribuisce ai sindaci la funzione fondamentale della sicurezza urbana e di governo del servizio di polizia locale, mentre il testo in esame va in direzione opposta, prefigurando il corpo di polizia locale come un'appendice del Ministero dell'interno. Non viene poi affrontato il tema delle forme associate di gestione del servizio di polizia locale e quello della videosorveglianza; non si tratta neppure il tema delle polizie provinciali e quello delle modalità di accesso e di formazione degli operatori, o la questione della collaborazione tra polizie locali e soggetti pubblici o privati. Si trascura anche il tema della protezione civile locale e il ruolo delle polizie locali in collaborazione con le Province. Il testo proposto, ha proseguito Bodega, affronta male il tema della interconnessione a livello territoriale delle sale operative delle polizie locali con quelle delle forze di polizia dello Stato e non risolve il problema degli strumenti di difesa personale e di autotutela degli operatori di polizia locale; inoltre non istituisce un fondo per gli oneri di difesa nei procedimenti penali a carico degli operatori, volto ad assicurare la stessa tutela legale delle forze di polizia dello Stato. Infine, non si affronta il tema del monitoraggio delle malattie professionali. In conclusione occorre riformare la legge quadro del 1986, lasciando tuttavia alle Regioni e ai Comuni la massima autonomia, costruendo un sistema integrato di politiche per la sicurezza urbana. De Sena (PD) ha ricordato due emendamenti del PD analoghi a quelli avanzati dal Governo volti: a sopprimere il riferimento alle attività di pattugliamento integrato e a sottolineare le rispettive competenze delle forze di polizia e delle polizie locali; alla soppressione dell'articolo 7 che istituisce la conferenza regionale in materia di sicurezza integrata. Tra gli emendamenti illustrati da Incostante (PD), quelli volti: a prevedere che le modalità di collaborazione tra le forze di polizia e le polizie locali sono concordate e non disposte dai vertici degli enti locali; a prevedere che la vigilanza e il controllo delle polizie locali in materia tributaria è limitato all'ambito dei tributi locali di competenza; ad esclude la qualifica di agente di polizia tributaria per il personale della polizia locale; a precisare che i corpi di polizia locale sono istituiti presso i Comuni, le Province e le Città metropolitane; a suggerire la soppressione dell'articolo 14, che contempla la possibilità di istituire appositi corpi negli enti locali diversi da quelli territoriali. Pubblicate le proposte di emendamenti dell'Anci.



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