Schema dlg - Parità uomo-donna sul lavoro: parere

Parere favorevole con condizione è stato dato dalla Commissione bilancio della Camera sullo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2006/54/CE riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. La direttiva attua la fusione delle menzionate direttive raggruppando in un unico testo le relative disposizioni e integrando tali disposizioni con gli sviluppi derivanti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee. Avviato il dibattito anche in Commissione lavoro. Modificando il Codice delle pari opportunità (dlg n. 198 del 2006) lo schema dispone, tra le altre cose: la ridefinizione delle nozioni di discriminazione; l'aumento del numero dei componenti e dei compiti del Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed eguaglianza di opportunità, istituito presso il Ministero del lavoro; l'aumento del numero dei componenti del Collegio istruttorio e della segreteria tecnica del Comitato; l'estensione dell'ambito dei compiti esercitati dalla Covip sui fondi di previdenza complementare; l'estensione dell'obbligo per i datori di lavoro, pubblici e privati, di redigere almeno ogni due anni un rapporto sulla situazione del personale; la modifica delle norme recanti i divieti di discriminazione, ampliando l'ambito dei medesimi divieti e prevedendo le possibili deroghe in conformità alle limitazioni poste dalla direttiva; la modifica della disciplina della tutela giudiziaria, in modo da definirne l'ambito di applicazione e la legittimazione; l’aumento dell’entità della sanzione; l’estensione della tutela giudiziaria anche a tutte le ipotesi di «vittimizzazione». Modificando il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità (dlg n. 151 del 2001), il provvedimento dispone tra l'altro: l'obbligo, in luogo dell'attualmente prevista mera facoltà, per i Fondi di previdenza complementare di concedere anticipazioni del TFR nei casi di congedo parentale; la possibilità di fruire su base oraria del congedo parentale, nel limite massimo della metà dell'orario giornaliero; l'estensione del diritto di beneficiare degli eventuali miglioramenti della condizione di lavoro che sarebbero spettati durante l'assenza per congedo parentale anche ai casi di adozione e di affidamento; l'obbligo per le amministrazioni pubbliche, nel caso in cui non sia possibile rinviare l'inizio dei corsi e delle procedure selettive interne, di ammettere le lavoratrici in stato di gravidanza ad una seconda sessione. Previste anche modifiche all'articolo 9 della legge n. 53 del 2000, in materia di promozione ed incentivazione di azioni positive per conciliare i tempi di vita e di lavoro. Le modifiche sono volte principalmente a rendere tali misure più rispondenti alle esigenze dell'utenza, ad ampliare il novero dei soggetti beneficiari dei relativi finanziamenti, a rendere omogenee le categorie di lavoratori destinatarie delle varie misure ed ad ampliare gli interventi finanziabili. Infine, si stabilisce che il decreto di definizione dei criteri e delle modalità di individuazione della rappresentatività delle associazioni e dei movimenti femminili più rappresentativi sul piano nazionale operanti nel campo della parità e delle pari opportunità nel lavoro venga adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento.



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