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Senato – Ddl 1934 Buona scuola: dibattito e pareri

In Commissione istruzione del Senato prosegue l’esame del disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti, già approvato dalla Camera. In Commissione bilancio il vice ministro Morando ha individuato le norme che possono presentare problematicità di copertura. In merito al comma 18 dell’articolo 2 (Autonomia scolastica e offerta formativa), egli ha assicurato che il regime di equipollenze ivi previsto ha un carattere strettamente ordinamentale e riguarda titoli di studio senza conseguenze di tipo stipendiale per i dipendenti pubblici. Anche i progressi nel percorso di digitalizzazione, previsti dallo stesso articolo, dovranno svolgersi nell'ambito delle risorse già disponibili a legislazione vigente e coerenti con lo scopo. Rispetto all'articolo 6 (Istituti tecnici superiori), egli ha convenuto circa la necessità di un approfondimento relativo al rapporto tra le fondazioni nominate dal comma 3 e la legislazione vigente: non è, infatti, chiaro se gli enti in questione siano quelli già esistenti o se si faccia riferimento a soggetti di nuova costituzione, con le relative conseguenze di carattere finanziario. Quanto ai meccanismi di mobilità degli insegnanti che non ottengano un incarico attraverso il nuovo sistema, egli ha convenuto che si dovrà individuare un meccanismo funzionale di mobilità necessaria. Quanto ai poteri del preside di ridurre il numero di alunni per classe, previsti dal comma 7 dell'articolo 9, a detta di Morando essi implicitamente fanno leva su una compensazione tra le diverse classi dell'istituto, dal momento che il dirigente scolastico deve agire a risorse umane e finanziarie date. Confermato, infine, che i collaboratori del preside, già a legislazione vigente, non ottengono una riduzione dell'orario di docenza in relazione all'incarico aggiuntivo svolto. La Commissione finanze ha formulato un parere favorevole con condizioni riguardanti l’Articolo 17 (School bonus) e l’Articolo 18 (Detraibilità delle spese e Piano verifica requisiti riconoscimento della parità scolastica) . Sul disegno di legge è arrivato il parere non ostativo della Commissione politiche UE, che ha giudicato congrua la scelta di limitare l'ambito di rinnovabilità dei contratti a tempo determinato stipulati successivamente all'entrata in vigore della legge a soli 36 mesi, prevedendo nel contempo, per i casi pregressi, la risarcibilità del danno per il periodo eccedente tale limite temporale, e l'obbligo per il Ministero dell'istruzione di procedere a un piano straordinario di assunzioni, ai sensi dell'articolo 10 del disegno di legge. Senato – servizio bilancio: Nota di lettura - n. 86



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