Indietro

Senato – Ddl 86 e abb. - Assistenza sanitaria ai senza fissa dimora: esame

La relatrice in Commissioni sanità del Senato, Mattesini (PD), ha illustrato i disegni di legge che intendono consentire anche alle persone senza fissa dimora di accedere alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario pubblico ad oggi legate al requisito della residenza anagrafica. Tale requisito costituisce il normale criterio di collegamento tra il singolo utente del Servizio e la competente Azienda Sanitaria Locale, con conseguente preclusione - per le persone prive di residenza anagrafica - del diritto alla libera scelta del medico di base. Attualmente alle persone senza fissa dimora l'assistenza di base è garantita dagli ambulatori gestiti da medici volontari, e quella ospedaliera è limitata alle prestazioni erogate in servizio di pronto soccorso. Entrambi i disegni di legge si compongono di un unico articolo, il cui primo comma propone l'aggiunta di un periodo finale nell’ articolo 19, comma 3, della legge n. 833 del 1978. Il disegno di legge n. 86 dispone che alla fine di tale comma sia aggiunta la previsione che le persone senza fissa dimora prive di residenza "hanno diritto di iscriversi" negli elenchi degli utenti del Servizio sanitario nazionale "relativi al comune in cui si trovano". Il ddl 1619 stabilisce invece che tali persone "sono iscritte" negli elenchi del territorio ove "dichiarano di eleggere il domicilio". Entrambi i disegni di legge stabiliscono che, con decreto del Ministro della salute, previo parere della Conferenza Stato-Regioni, sono indicate le linee guida per programmi di monitoraggio, prevenzione e cura delle persone senza fissa dimora, con il concorso delle strutture sanitarie, degli uffici comunali e delle associazioni di volontariato e di assistenza sociale.



Nessun commento. Vuoi essere il primo.