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Sicurezza stradale e programma d’azione europeo

L’obiettivo del programma d’azione europeo per la sicurezza stradale, lanciato nel 2001 dalla Commissione europea, può essere raggiunto entro il termine previsto. Si tratta di dimezzare il numero di morti sulle strade europee nel periodo 2001-2010, in modo da ridurre il numero totale delle vittime da quasi 50 000 a 25 000. È questo il messaggio principale che si ricava dalle ultime cifre disponibili, comunicate nel corso della prima giornata europea della sicurezza stradale. In occasione della giornata europea della sicurezza stradale, la Commissione pubblica per la prima volta i risultati del progetto “SafetyNet”, finanziato dal sesto Programma Quadro di Ricerca, che pone le basi dell’osservatorio europeo della sicurezza stradale, grazie al quale è stato possibile effettuare un ingente lavoro sugli indicatori di prestazione in materia di sicurezza stradale. Nella relazione sono stati presi in considerazione sette indicatori di prestazione della sicurezza stradale: alcol e droghe; velocità; cinture di sicurezza e porto del casco; utilizzo dei fari di giorno; sicurezza passiva dei veicoli; infrastruttura stradale; primi soccorsi alle vittime. I primi tre indicatori sono i più importanti e quelli meglio documentati. Fra i paesi esaminati, si notano grandi disparità. Ad esempio, dal 5% al 30% dei decessi sulla strada sono dovuti ad incidenti in cui è coinvolto almeno un conducente che ha bevuto oltre il limite consentito dalla legge. Fino al 50% dei conducenti non rispetta i limiti di velocità in vigore. Dal 67% al 97% degli occupanti di automobili o di furgoni portano la cintura di sicurezza nei sedili anteriori, ma nei sedili posteriori queste percentuali sono comprese tra il 28% e l’89%. Dal 20% al 96% dei bambini di età inferiore ai 12 anni utilizza sedili appositi.



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