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Social Advertising

Data: 16 lug 2008

La parola di questa settimana è  Social Advertising.
Il termine Social Advertising indica un fenomeno che è emerso con particolare forza nel Web 2.0: il fatto che ponendo l’accento sulla dimensione “sociale”, sull’interazione, sulla creazione di comunità di interesse, si possano generare efficaci processi di marketing basati sul “passaparola” spontaneo degli utenti/consumatori. Un meccanismo che può funzionare tanto per i prodotti di largo consumo quanto per iniziative complesse.

In un social network, cioè una rete di persone che dialogano e condividono risorse online attraverso servizi dedicati, le persone sono abituate a raccontare, suggerire, commentare: per questo i prodotti, i servizi, le iniziative che riguardano i temi di maggior interesse per la “rete”, sono oggetto di approfondimenti, discussioni e passaparola, sia in senso positivo che in negativo.
Si ascoltano le esperienze che persone concrete hanno avuto di un prodotto, quali usi ne hanno fatto, quali vantaggi ne hanno tratto e quali difficoltà hanno riscontrato. Il tutto risulta molto più credibile di una “pubblicità” tradizionale, in cui si sa che il messaggio è costruito ad arte per vendere.

Chi vuole fare promozione sul Web 2.0 (che lo faccia per una macchina fotografica digitale o per un servizio di e-Learning) deve allora, piuttosto che realizzare costose campagne mediatiche, saper segnalare il proprio prodotto/iniziativa alle “reti” e “comunità” che si occupano di temi affini. Se la discussione si accende, il messaggio può diffondersi rapidamente e in modo molto più incisivo, perché passa da persona a persona.

Da notare che il termine Social Advertising può essere ambiguo: prima del Web 2.0 veniva utilizzato soprattutto per indicare campagne pubblicitarie a scopo sociale (il Social quindi era lo scopo mentre ora è la modalità); ma anche nel contesto del Web 2.0 c’è chi lo intende in modo diverso: come invio di messaggi pubblicitari a gruppi di persone selezionati in base agli interessi tra gli utilizzatori di determinati “Social Network” (Facebook, Flickr, o altro).
Diverso invece è puntare sulle potenzialità che le reti sociali hanno di farsi esse stesse mezzo di diffusione (e spesso rielaborazione e arricchimento) di un messaggio.

 

 

Didael S.r.l.
http://www.didael.it/




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