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Sottoprodotti e qualifica residui di produzione

Data: 21 feb 2017

In vigore dal 2 marzo il decreto 13 ottobre 2016, n. 264, “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti”. Obiettivo del decreto è quello di assicurare maggiore uniformità nell'interpretazione e nell'applicazione della definizione di rifiuto (all'art. 184-bis del Codice Ambiente). All'art. 3 si specifica che il decreto si applica ai residui di produzione (ogni materiale o sostanza che non è deliberatamente prodotto in un processo di produzione e che può essere o non essere un rifiuto) e non si applica: a ogni materiale o sostanza che è ottenuto deliberatamente nell'ambito di un processo di produzione o risultato di una scelta tecnica (in molti casi è possibile identificare uno o più prodotti primari); alle sostanze e ai materiali esclusi dal regime dei rifiuti ai sensi dell'articolo 185 del decreto legislativo n. 152/2006; ai residui derivanti da attività di consumo. Restano ferme le disposizioni speciali adottate per la gestione di specifiche tipologie e categorie di residui, tra cui le norme in materia di gestione delle terre e rocce da scavo. Nell'Allegato 1 è riportato, per specifiche categorie di residui produttivi, un elenco delle principali norme che regolamentano l'impiego dei residui medesimi, nonché una serie di operazioni e di attività che possono costituire normali pratiche industriali, alle condizioni previste dall'articolo 6. Allegato 2 (Scheda tecnica e dichiarazione di conformità) (GU n. 38 del 15.2.2017)

Numero: 264


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