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Tetti di spesa al fondo risorse decentrate e posizioni organizzative nei comuni privi di dirigenza

Data: 11 giu 2019


 (Deliberazione Sezione regionale di controllo per la Lombardia n. 20/2019/PAR).

Il Sindaco del Comune lombardo di San Vittore Olone ha formulato una richiesta di parere avente ad oggetto la disciplina relativa ai limiti finanziari della spesa inerente La retribuzione delle  posizioni organizzative in un comune privo di dirigenza.

La principale norma relativa ai limiti della spesa in oggetto è quella riferibile all’apposizione del tetto di spesa all’importo del fondo per le risorse decentrate imposto attualmente dall'art. 23, comma 2, del Decreto Legislativo n. 75/2017.

La norma de qua recante “Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”   dispone che “Nelle more di quanto previsto dal comma 1, al fine di assicurare la semplificazione amministrativa, la valorizzazione del  merito,  la qualità dei servizi e garantire adeguati livelli  di  efficienza  ed economicità  dell'azione  amministrativa,  assicurando  al  contempo l’invarianza  della  spesa,  a  decorrere  dal   1°   gennaio   2017,l'ammontare  complessivo  delle  risorse  destinate  annualmente   al trattamento accessorio del personale, anche di livello  dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo  1,comma 2, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165, non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno  2016.  A decorrere dalla predetta data l'articolo 1, comma 236, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 è abrogato. Per gli enti locali che non hanno potuto   destinare   nell'anno   2016  risorse  aggiuntive    alla contrattazione integrativa a causa del mancato rispetto del patto  di stabilità' interno del 2015, l'ammontare complessivo delle risorse di cui al  primo  periodo  del  presente  comma  non  può'  superare  il corrispondente importo determinato per l'anno 2015, ridotto in misura proporzionale alla riduzione  del  personale  in  servizio  nell'anno 2016.”

Il comune richiedente in ordine all’applicazione di detta disposizione, formulava alla Sezione due quesiti ovvero: “se in riferimento ai limiti previsti dall'art. 23 del d.lgs. 75/2017 per un Comune privo di dirigenza il valore di spesa determinato per l'anno 2016 per le posizioni organizzative sia pari alle somme a tale titolo stanziate nel bilancio di previsione 2016. Inoltre, in caso di presenza di una posizione organizzativa non a tempo pieno, ad esempio in convenzione ex art. 14 CCNL 22.1.2004, la stessa debba essere computata per la somma stanziata in bilancio ovvero per la somma che potenzialmente avrebbe preso in caso di presenza a tempo pieno sulla base della graduazione delle posizioni.”.

Il Collegio verificando in primis i requisiti di ammissibilità soggettiva ed oggettiva e rilevando la sussistenza di entrambi i presupposti, si pronunciava nel merito preliminarmente evidenziando che già con precedente delibera i giudici lombardi si erano pronunciati sul primo quesito formulato dall'istante (deliberazione n. 200/2018/PAR), stabilendo che le risorse destinate a remunerare le indennità, di posizione e risultato, spettanti ai titolari di posizione organizzativa, anche dopo l’aggiornamento dei valori minimi e massimi contenuto nell’art. 15, comma 2, del CCNL Funzioni locali del 21 maggio 2018, debbano complessivamente osservare, sommate alle risorse confluenti nei fondi per la contrattazione integrativa, di cui all’art. 67 del medesimo CCNL, il limite di finanza pubblica posto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 75 del 2017, come, peraltro, precisato dall’art. 67, comma 7, del richiamato  CCNL.

I giudici lombardi, in conformità delle pronunce di altre Sezioni di Controllo (delibera n. 26/SEZAUT/2014/QMIG della Sezione delle Autonomie e SRC Sicilia con il parere 172/2018/PAR) hanno pertanto ritenuto che il valore della spesa da considerare ai fini del rispetto del tetto per il trattamento accessorio delle posizioni organizzative sia, nei comuni privi di dirigenza, quello stanziato direttamente in bilancio sempre che il valore della stessa spesa sia corrispondente al valore complessivo, contrattualmente previsto, da attribuire ai dipendenti titolari delle posizioni organizzative.

 

In relazione al secondo quesito, ovvero, se sia possibile considerare non il valore effettivo della spesa sostenuta per un dipendente titolare di posizione organizzativa non a tempo pieno (in convenzione con il rimborso ovviamente della quota da parte dell’altro Ente convenzionato per l’espletamento del servizio del dipendente), ma quello virtuale che sarebbe  dovuto  per il  dipendente  che svolga la prestazione a tempo pieno, il Collegio della Sezione  lombarda  ha ritenuto di dare risposta negativa in quanto la norma sancisce il rispetto di quanto effettivamente determinato per la quantificazione  della spesa relativa al trattamento accessorio e la sua modalità applicativa non  è pertanto riferibile ad un parametro puramente ipotetico. 

 

Dott. Giampiero Pizziconi, Consigliere della Corte dei conti. Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato e Sezione regionale di controllo per il Veneto.




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