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The Power of Appreciative Inquiry A Practical Guide to Positive Change

Data: 04 ott 2013


di Lauro Mattalucci

Il libro - come si evince dal commento sopra riportato - si rivolge a studiosi, consulenti e responsabili aziendali interessati a conoscere le possibilità e le modalità di impiego dell'Appreciative Inquiry (AI). L'AI può essere definita come una metodologia di sviluppo organizzativo o di action research che focalizza l'attenzione sulle cose che una organizzazione sa fare bene (i suoi punti di forza, le sue "core competencies", le sue tradizioni vitali, ecc.) per fare di esse il motore dello sviluppo, anziché mettere prioritariamente al centro dell'attenzione le criticità da eliminare. In sintesi si tratta di partire non da domande del tipo "Quali sono le cose che non vanno bene ed i problemi da risolvere?", ma da domande del tipo "Quali sono le sfide che dobbiamo e possiamo affrontare?". Il metodo cerca dunque di far emergere da un percorso di indagine (inquiry) i campi di azione che costituiscono punti di eccellenza dell'organizzazione, per riuscire a coinvolgere le persone che vi operano a tutti i livelli (talvolta anche i clienti e i fornitori) in programmi di sviluppo che si fondano sulla messa in valore di tali punti.

David Cooperrider è tra gli autori che hanno pioneristicamente sviluppato tale metodologia, muovevano dall'idea che focalizzarsi sugli elementi di criticità (come fanno solitamente approcci consulenziali che partono da errori, problemi non affrontati, inadeguatezze gestionali, ecc.) può talvolta generare frustrazioni o addirittura peggiorare la situazione; mentre partire da ciò che i membri di una organizzazione sono motivati a comprendere ed a mettere in valore, come patrimonio comune, può essere la base di rapidi miglioramenti. Questo non significa nascondere i punti di debolezza, ma posticipare l'attenzione al loro superamento al momento in cui si saranno catalizzate sufficienti energie per superarli. Si potrebbe osservare a questo riguardo come tutti i tentativi di riforma della P.A. in Italia siano partiti da una vigorosa denuncia dei sui "mali"; mai dalla messa in luce di punti di forza, buone prassi, potenziale di competenze presenti, ecc.

Pur avendo natura di guida metodologica, il libro di Diana Whitney e Amanda Trosten- Bloom, non tende a presentare l'AI come tecnica ben definita e "ingegnerizzabile", ma piuttosto come filosofia generale di intervento che, per calarsi nella prassi, ha bisogno di una forte comprensione della specificità del contesto e di creazione di consenso tra gli attori coinvolti. I campi possibili di intervento - presentati nel capitolo 2 - vanno dal cambiamento culturale ed organizzativo, allo sviluppo di comunità, allo sviluppo dei team, ed altro ancora. Ogni intervento si caratterizza per la unicità del contesto di azione.
Pur rivendicando una sua specificità di approccio, l'AI come metodologia di sviluppo organizzativo si confronta con una ampia letteratura manageriale sul tema del cambiamento. Vengono indicati - capitolo 3 - quali sono i principi (o assunti) di intervento che stanno alla base dell'AI, spesso condivisi da altri approcci (in particolare dall'action research). In linea con il principio costruzionista 1, e con il principio "poetico" si può allora sottolineare il valore dell'apprendere attraverso l'empatia ed affermare come il processo di visioning - centrale nel percorso di indagine - sia anche più importante dei contenuti della vision.
Il valore del testo come guida metodologica è dato dalla ricchezza delle esemplificazione pratiche ottenute in riferimento a casi di sviluppo organizzativo affrontati attraverso un percorso di AI. Si comprende allora la varietà di situazione che si sintetizzano attraversi il ciclo delle 4 D. (Figura 1) A tale ciclo, che rappresenta il cuore dell'AI, sono dedicati i capitoli 7 - 8- 9 - 10.

Figura 1: Il ciclo 4-D dell'Appreciative Inquiry

Le quattro fasi del ciclo possono essere brevemente descritte in questo modo:

  • Discovery, è la fase in cui ci si confronta con i successi e i punti di forza dell'organizzazione (vale a dire "the best of what is and what has been") per comprendere quali sia il suo élan vital (slancio vitale) su cui fondare le risorse e le motivazioni per il cambiamento.
  • Dream, è la fase di sviluppo di una visione condivisa di ciò che l'organizzazione può divenire alla luce del potenziale esistente. Contrariamente al sogno legato al sonno che poi rimane tale, questa fase ha una valenza sia pratica che generativa: serve ad amplificare le risorse presenti e a sfidare lo status quo aiutando le persone a prefigurare futuri mondi vitali.
  • Design, è la fase di concretizzazione della vision attraverso la individuazione di un insieme di  "Proposizioni Sfidanti" (Provocative Propositions), che costituiscono affermazioni che valgono ad identificare l'organizzazione ideale o quello che dovrebbe succedere. Tradotta in piani e programmi da realizzare, la visione si concretizza anche in relazione ai partner necessari, alle interazioni possibili ed alle condizioni esterne fondamentali
  • Destiny, è la fase finale in cui si definiscono con maggior rigore azioni, piani e programmi per sostenere i processi di apprendimento ed innovazione. Il risultato di questa fase è generalmente la definizione di una matrice di cambiamenti da realizzare in aree diverse quali le pratiche manageriali, le politiche del personale, i sistemi di valutazione, i sistemi di customer service, i processi lavorativi, le strutture organizzative, ecc. 2

L'AI ha trovato ispirazione sul terreno di una filosofia di stampo taoista divenuta popolare in occidente. Nel testo troviamo un'esplicita citazione dal Tao Te Ching:
"Your conversations help create your world. Speak of delight, not dissatisfaction. Speak of hope, not despair. Let your words bind up wounds, not cause them" 3.
Una simile ispirazione può dare l'idea di un approccio esoterico, legato a mode manageriali. Il libro di Diana Whitney e Amanda Trosten-Bloom ha però il merito di far uscire il discorso attorno all'AI da suggestioni filosofiche coinvolgenti ma piuttosto vaghe: la mole dei casi presi in esame e di considerazioni pratiche su come affrontare le varie fasi del ciclo 4-D serve a dare concretezza all'approccio proposto. Un approccio che merita di essere maggiormente conosciuto, soprattutto in Italia ove non sono ancora stati tradotti testi significativi sull'AI.


1 Vedasi sul portale Marcoaurelio la voce "Costruttivismo"

3 "Le tue conversazioni contribuiscono a creare il tuo mondo. Parla di gioia, non di insoddisfazione. Parla di speranza, non di disperazione. Lasciate che le vostre parole curino le ferite, non siano loro causa".


Autore: Whitney, Amanda Trosten-Bloom, David Cooperrider

Editore: Berrett-Koehler Publishers, San Francisco, California

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