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TOSAP: applicazione a prescindere dal titolo e deroga solo se l’occupazione e’ attuata direttamente dal soggetto esente

Data: 15 ott 2018


La Corte di Cassazione (sez. civile, ordinanza n. 22097 dell’11 settembre 2018) ha ribadito che l'esenzione Tosap opera solo se l'occupazione è attuata direttamente dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e dagli altri soggetti esenti. Il concetto di occupazione rilevante ai fini della Tosap è integrato dal solo fatto della relazione materialmente instaurata con la cosa. La Suprema Corte cassa una sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna che aveva affermato la soggettività passiva d’imposta solo in capo alla società proprietaria della rete e degli impianti e non in capo al soggetto gestore e manutentore.

 

La Corte di Cassazione (sez. civile, ordinanza n. 22097 dell’11 settembre 2018) ha ribadito che l'esenzione in materia di occupazione di suolo pubblico, di cui all'art. 49, comma 1 lett. a),  del  Decreto Legislativo 15 novembre 1993, n. 507 opera solo se l'occupazione è posta in essere direttamente dal soggetto esente.
La norma prevede l’esenzione dalla Tosap per le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro associazioni, da enti religiosi per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per finalità specifiche di assistenza, previdenza, sanità, educazione, cultura e ricerca scientifica.
Non sono, pertanto, esenti dalla tassa “le occupazioni con impianti adibiti ai servizi pubblici nei casi in cui ne sia prevista, all’atto della concessione o successivamente, la devoluzione gratuita al comune o alla provincia al termine della concessione medesima”.
In tale contesto la stessa Corte (cfr. Cass. sez. 5, 11 maggio 2017, n. 11668 e n. 11669; Cass. sez.  5, 12 maggio 2017, n. 11886), in tema di occupazione di soprassuolo mediante viadotti autostradali, aveva già affermato la soggettività passiva d'imposta in capo alla società autostrade, alla quale si doveva la costruzione dell'opera e la sua gestione economica e funzionale.
Secondo questa pronuncia “a nulla rilevando che l'opera sia di  proprietà dello Stato, al quale ritornerà la gestione al termine della concessione”.
Nella stessa ordinanza, la Suprema Corte ha chiarito che il presupposto della Tosap è costituito dall’occupazione, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti e sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province, non rilevando ai fini dell’applicazione del tributo gli atti di concessione o di autorizzazione relativi all’occupazione, atteso che la tassa colpisce anche le occupazioni senza titolo.
Nel caso in specie, la C.T.R. aveva negato, invece, non concordando con la giurisprudenza di legittimità, la preminenza del fatto oggettivo dell’occupazione a qualsiasi titolo del suolo pubblico ed aveva affermato la soggettività passiva d’imposta solo in capo alla società proprietaria della rete e non in capo al soggetto gestore e manutentore delle reti ed impianti.
La Corte di Cassazione, però, ribadisce l’assoggettamento alla Tosap di chiunque occupi il suolo pubblico, prescindendo dalla natura dell’occupazione e dal titolo.
La stessa Corte si era già espressa in analoghe controversie (specificamente, per quanto riguarda l’occupazione di suolo pubblico realizzata a mezzo impianti e condutture per la distribuzione del gas) – con le sentenze della sezione tributaria n. 11882 e 11884 del 12 maggio 2017, rispettivamente relative alle annualità 2004 e 2005, e con le ordinanze Cass. sez. 6-5, 9 settembre 2017, n. 21698 (per l’anno 2006) e Cass. sez. 6-5, ord. 26 settembre 2017, n. 21907, per l’anno 2008 (si veda anche Cass. sez. 6- 5, ord. 20 settembre 2017, n. 21908, con riferimento all’occupazione realizzata mediante le condutture utilizzate per il servizio idrico.
Le pronunce della Cassazione hanno costantemente affermato il principio secondo cui “il presupposto impositivo della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) è costituito, ai sensi degli artt. 38 e 39 del d. lgs. 15 novembre 1993, n. 507, dalle occupazioni, di qualsiasi natura, di spazi ed aree, anche soprastanti e sottostanti il suolo, appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province, mentre sono irrilevanti gli atti di concessione o di autorizzazione relativi all’occupazione, atteso che la tassa colpisce anche le occupazioni senza titolo”, trovando il tributo la sua ratio nell’utilizzazione che il singolo faccia, nel proprio interesse, di un suolo altrimenti destinato all’uso della generalità dei cittadini (cfr. Cass. sez. 5, 22 febbraio 2002, n. 2555; Cass. sez. 5, 4 aprile 2002, n. 4820, Cass. sez. 5, 12 gennaio 2004, n. 238; Cass. sez. 5, 25 gennaio 2005, n. 1481; Cass. sez. 5, 29 luglio 2009, n. 17591).
Il concetto di occupazione rilevante ai fini della Tosap è integrato dal solo fatto materiale della relazione materialmente instaurata con la cosa.

Luciano Catania



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