CdM: elezioni comunali e preferenza di genere

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge presentato dal Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, che introduce la cosiddetta ''doppia preferenza di genere'' per le elezioni Comunali. Con il disegno di legge si potranno esprimere due preferenze - e non soltanto una – nel caso si decida di votare una donna oltre che un uomo, o viceversa. Il testo prevede inoltre l'obbligo per le amministrazioni a dare adeguata rappresentanza alle donne nelle Giunte ed inoltre impone l'obbligo di riservare il 33% dei posti al genere sottorappresentato, cioè le donne, nelle liste. “Con il voto di oggi diamo il via ad una rivoluzione per le donne, consentiremo a molte di loro di avvicinarsi alla politica, a partire da quelle amministrazioni, i Comuni, più vicine ai cittadini”, ha dichiarato il Ministro Carfagna. “Si tratta di un'assoluta novità in materia di pari opportunità nell'accesso agli organi elettivi delle amministrazioni locali”, ha aggiunto. “Ogni elettore potrà infatti esprimere due preferenze, e non solo una, purché la seconda sia per una persona di genere diverso. La libertà di voto dell'elettore resta quindi invariata e viene, anzi, ampliata di un'opportunità, aggiuntiva e facoltativa: non si prevede, infatti, una 'quota' di genere, frutto di un automatismo. Si tratta, piuttosto, di una norma antidiscriminatoria volta a realizzare un principio di parità formalmente sancito, ma non adeguatamente compiuto", ha aggiunto. "Se il riequilibrio tra uomini e donne verrà raggiunto”, ha concluso il Ministro, “ciò sarà frutto non di una imposizione normativa, ma di una scelta degli elettori. Una legge giusta, equilibrata, saggia, che sono certa sarà condivisa anche dai colleghi dell'opposizione, che avevano presentato proposte analoghe, una su tutte quella della senatrice Anna Maria Carloni”. Dossier



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