FORUM “HEALTH CITY”: i fattori determinanti della salute nelle città

Data: 12 lug 2016

Si è tenuto a Roma, il giorno 11 luglio, il I Forum “Health city”, promosso da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, Università Tor Vergata e Health City Think Tank, Istituto per la Competitività (I-Com), con l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica. L’iniziativa si è svolta con il patrocinio del ministero della Salute, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dall’Anci e Conferenza delle Regioni e Province. L’OMS ha coniato il termine “healthy city” che non descrive una città che ha raggiunto un particolare livello di salute pubblica, ma una città che è conscia dell’importanza della salute come bene collettivo e che, quindi, mette in atto delle politiche chiare per tutelarla e migliorarla. Partendo da questo concetto chiave, la giornata ha inteso offrire alle Istituzioni e alle Amministrazioni locali un luogo di dibattito e confronto per approfondire i temi relativi ai fattori determinanti della salute nelle città. Lo stile di vita che si conduce nelle città è tra le cause alla base dell’epidemia di diabete e obesità nel mondo; in Italia il 37% della popolazione risiede nelle 14 Città metropolitane. I problemi maggiori possono essere compresi e risolti solo sulla base di un’analisi delle determinanti sociali, economiche e ambientali e dei fattori di rischio che hanno un impatto sulla salute. L’evento ha rappresentato un momento per trasformare le riflessioni in proposte concrete di policy, consentendo così alle città del mondo di aiutare le popolazioni ad adottare stili di vita che le rendano meno vulnerabili. Nel corso dell’evento è stato presentato il Manifesto “La salute nelle città: bene comune” che delinea i punti chiave che possono guidare le città a studiare ed approfondire le determinan¬ti della salute nei propri contesti urbani e a fare leva su di esse per realizzare le strategie per migliorare gli stili di vita e lo stato di salute del cittadino. Ognuno dei punti in cui è articolato il Manifesto contiene le azioni prioritarie per il raggiungimento di questo obiettivo; in particolare, vengono promossi, a partire dall’esperienza internazionale, partenariati pubblico–privato per l’attuazione di progetti di studio sull’impatto delle determinanti di salute nei contesti urbani. (anci.it) Intervenendo al Forum, il Segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra, ha sostenuto che “La mobilità è un tema importante sul quale stiamo lavorando per migliorare la qualità della vita nelle città”. “La scorsa settima – ha continuato Nicotra - nell’ambito della II Conferenza Nazionale sulla mobilità sostenibile svoltasi a Catania, Anci ha presentato una ricerca “Gli stili di mobilità degli italiani: il percorso (lento) verso la sostenibilità”, realizzata dall’area Studi dell’Anci, che ha messo a confronto per le dieci città metropolitane i dati dei censimenti Istat 2001 e 2011, quelli sempre Istat sulla mobilità urbana 2014 e i numeri dell’Osservatorio Audimob 2014 dell’Isfort, e il quadro che ne emerge presenta qualche luce e molte ombre; una situazione – ha detto - che implica come ci sia ancora molto lavoro da fare”. “Per noi – ha aggiunto Nicotra - ci vuole molto smart e slow nel senso che bisogna creare infrastrutture per migliorar la modalità di accesso alle grandi aree urbane e per questo servono risorse, investimenti e procedure semplificate e come Anci – ha sottolineato - stiamo lavorando affinché il governo possa intervenire in questo senso, anche perché pensiamo che se si riuscisse a migliorare la qualità della vita nelle dieci città metropolitane del nostro Paese, che rappresentano il 46% della popolazione, si otterrebbe già un grande risultato”. Da dove partire? “Dalla mobilità pubblica innanzitutto – ha rimarcato Nicotra - per contribuire a risolvere il grande problema della mobilità privata”. Leggi tutto



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