Le riserve negli appalti pubblici

Data: 16 apr 2013

Se entro certi limiti l’insorgenza di contestazioni negli appalti va considerata come fisiologica, nella prassi l’istituto della riserva viene spesso utilizzato per esercitare pressioni sugli enti al fine di conseguire riconoscimenti economici e per correggere la formulazione di offerte “non pienamente ponderate”. In pratica non esiste opera pubblica che non abbia generato un contenzioso tra committente ed impresa esecutrice e la percentuale di soccombenza della P.A. nei giudizi arbitrali ha raggiunto, nel 2011, quota 97,46%.
Le liti sono una delle principali cause della lievitazione dei costi dei lavori pubblici, non stupisce quindi che in una evidente finalità di contenimento della spesa anche la specifica disciplina sia stata interessata dai recenti interventi legislativi.
La formulazione delle riserve rappresenta un momento estremamente delicato e nevralgico nella vita dell’appalto: dal punto di vista dell'amministrazione per avere tempestiva evidenza della spesa dell’opera, dal punto di vista dell'esecutore per preservare i propri diritti.
Si tratta, tuttavia, di uno strumento il cui utilizzo deve essere attentamente ponderato: l’abuso rischia di inasprire e compromettere i rapporti tra le parti nonchè di indebolire la generale attendibilità delle rivendicazioni dell’impresa.
Con questo volume gli autori E. De Rugeriis, S. Nazzaro, D. Lavermicocca, Avvocati, consulenti in materia di opere pubbliche, con esperienza sia dal punto di vista dell’impresa sia della committenza, spiegano come ogni mossa abbia un suo peso ai fini dell’esito finale e come debba essere fatta nel modo giusto e al momento giusto.

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Autore: E. De Rugeriis, S. Nazzaro, D. Lavermicocca

Editore: Maggioli Editore, aprile 2013

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