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Lavoro

Coronavirus, Inapp: “Meno reddito e più carichi familiari, la ‘doppia tenaglia’ che ha colpito le donne”

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04 dicembre 2020

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Dopo il lockdown il rientro al lavoro non è stato uguale per tutti. Le differenze di genere si sono amplificate e a rimetterci sono state le donne lavoratrici che hanno pagato il prezzo più alto della crisi. A pesare sono stati due fattori: la differenza retributiva, che ha riportato al lavoro per primo il partner che guadagna di più, e il carico familiare, dall’accudimento dei figli ai genitori non più autosufficienti, in gran parte di competenza femminile. L’insieme di questi fattori ha portato nel 15% dei casi ad un “accordo familiare” in base al quale la donna rimanda, pospone e modifica il suo rientro al lavoro sino alla decisione di abbandonarlo. La retribuzione femminile mediamente più bassa e l’assenza di condivisione del partner in questa funzione rende il lavoro delle donne “sacrificabile”, ma con un costo nel medio termine sulla crescita del Paese. Un quadro che non è stato favorito neanche dall’utilizzo del Congedo Covid 19, la specifica policy che si proponeva di favorire il riequilibrio del carico di cura nella coppia. Nonostante, infatti, la norma consentisse la divisione col partner dei giorni di congedo, il 90% delle donne lo ha utilizzato interamente per sé e solo l’8% ha diviso i giorni con il partner. Questi problemi sono stati rilevati dallo studio “Il post lockdown: i rischi della transizione in chiave di genere” dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP)          

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