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Data: 12 dic 2017 L’Autore esamina la disciplina giuridica dello spazio cibernetico alla...

NOTIZIE
Il pasticciaccio della Relazione di fine anno
Con un comunicato datato 6 dicembre, “depositato in segreteria” e pubblicato nel pomeriggio dell’11, l’Autorità nazionale anticorruzione informa che “al fine di consentire ai Responsabili della Prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse alla predisposizione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza entro il 31 gennaio 2018, l’Autorità ha valutato opportuno prorogare alla medesima data il termine ultimo per la predisposizione e la pubblicazione della Relazione annuale che i RPCT sono tenuti ad elaborare ai sensi dell’art. 1, co. 14, della legge 190/2012”. L’articolo e il comma richiamati dispongono che “entro il 15 dicembre di ogni anno, il dirigente individuato ai sensi del comma 7 del presente articolo trasmette all'organismo indipendente di valutazione e all'organo di indirizzo dell'amministrazione una relazione recante i risultati dell'attività svolta e la pubblica nel sito web dell'amministrazione”. Si rileva immediata...
Il sistema sanzionatorio nella prevenzione della corruzione
Il sistema di prevenzione della corruzione, nell’ordinamento italiano, è inteso come un insieme di prescrizioni adempimentali, la cui attuazione ha lo scopo di contenere il rischio corruttivo. Certamente si tratta di una visione “burocratica” del fenomeno e della sua soluzione, fortemente limitata all’ambito della produzione di atti o all’effettuazione di adempimenti, trascurando il fatto che, proprio il codice penale, a seguito della riscrittura dell’articolo 319, per opera della legge 190/2012, ha abbandonato la visione della corruzione “per atto di ufficio” per migrare verso “l’esercizio della funzione”. La corruzione, infatti, non si manifesta solo attraverso la produzione di atti, ma (soprattutto) attraverso interferenze e pressioni nei confronti di chi deve adottare decisioni o emanare atti. Tuttavia, la scelta adottata nel nostro ordinamento, che consiste nella individuazione di “misure” intese come prescrizioni adempimentali ha prodotto inevitabilmente l’esigenza di individuare, in parallelo, un sistema sanzionat...
Le misure trasversali di prevenzione della corruzione 2/3
Il PNA, dalla sua prima approvazione ha subito sostanziali modifiche. Tra queste, di particolare rilievo è la distinzione tra “misure obbligatorie” la cui applicazione discende obbligatoriamente dalla legge o da altre fonti normative e quella delle cosiddette “misure ulteriori” che, non essendo obbligatorie per legge, vengono inserite nei PTPC a discrezione dell’amministrazione e tale inserimento le rende obbligatorie per l’amministrazione che le ha previste. L’aggiornamento del 2015 al PNA ha superato questa distinzione allo scopo di consentire a ciascuna amministrazione di individuare strumenti specifici, idonei a mitigare i rischi tipici dell’ente stesso, emersi a seguito di specifica analisi e ha, quindi, adottato una classificazione che distingue tra: “ misure generali”, (di governo di sistema) che incidono, cioè, sul sistema complessivo della prevenzione della corruzione intervenendo in materia trasversale sull’intera amministrazione e “misure specifiche” che incidono su problemi specifici individuati tramite l’ana...