Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea, il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) presenta significative lacune in materia di tracciabilità e trasparenza della spesa. Le informazioni disponibili al pubblico sui destinatari finali dei fondi, sui costi effettivi delle misure e sui risultati conseguiti risultano incomplete.
La Corte evidenzia che, pur rispettando in generale i requisiti normativi, molti Stati membri non raccolgono sistematicamente i dati necessari, mentre la Commissione europea non dispone di informazioni sui costi effettivamente sostenuti, limitando la capacità di valutare l’efficienza dell’uso dei fondi. Inoltre, la pubblicazione dei soli 100 maggiori destinatari finali non consente una visione completa del flusso delle risorse.
Le criticità emergono in un momento chiave, mentre l’UE discute il prossimo bilancio settennale, che si ispira proprio al modello di finanziamento dell’RRF. La Corte avverte: una scarsa trasparenza rischia di minare la fiducia dei cittadini e non dovrebbe essere replicata nei futuri strumenti di spesa dell’Unione.
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