A vent’anni anni dall’entrata in vigore della direttiva europea sul rumore ambientale, i progressi nella riduzione dell’inquinamento acustico restano difficili da valutare, principalmente a causa di lacune e ritardi nella comunicazione dei dati da parte della maggioranza dei Paesi dell’Unione europea. Questa è la conclusione della Corte dei conti europea nella seconda Relazione speciale sull’inquinamento urbano nell’Ue, pubblicata il 15 gennaio. Il documento analizza l’attuazione delle principali direttive in materia ambientale e fornisce indicazioni alla Commissione europea per adottare misure più efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo “inquinamento zero” entro il 2030.
Fonte: asvis.it