Nel 2023, in Italia, il 16,2% dei minorenni viveva in abitazioni con problemi strutturali o di umidità, mentre oltre il 45% si trovava in situazioni di sovraffollamento abitativo. I nuovi dati dell’Osservatorio #Conibambini cercano di delineare un quadro sulla povertà abitativa dei bambini e dei ragazzi nel nostro Paese, mettendo in evidenza lo stretto legame di questa condizione con la povertà educativa.
L’elaborazione dell’Osservatorio prende in esame i dati Istat pubblicati nell’ambito del rapporto del Gruppo Crc (Gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), sottolineando, allo stesso tempo, come la povertà abitativa minorile sia un fenomeno difficile da misurare.
Questi dati, ricondotti ai confini comunali del 2018, mostrano quanto l’incidenza di edifici residenziali in muratura in stato mediocre o pessimo risulti fortemente variabile sul territorio nazionale. Rispetto a una media nazionale del 22% di edifici in cattive condizioni, la quota supera il 50% in 7 capoluoghi, tutti del Mezzogiorno: Foggia, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Salerno, Catania e Napoli.
Fonte: minori.gov.it