La sentenza n. 743/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana chiarisce che l’atto di acquisizione gratuita al patrimonio comunale, previsto dall’art. 31 del d.P.R. 380/2001, può essere impugnato solo per vizi formali propri. Si tratta di un atto vincolato, privo di discrezionalità, che segue automaticamente l’inutile decorso del termine per la demolizione di opere abusive.
Il ricorso volto a contestare indirettamente l’ordinanza di demolizione, ormai definitiva, è stato dichiarato inammissibile. Inoltre, il diritto di abitazione di un terzo sull’immobile abusivo non incide sulla legittimità dell’ordine di demolizione, che resta correttamente notificato al proprietario responsabile dell’abuso.
Questa pronuncia conferma l’orientamento giurisprudenziale che limita il sindacato giurisdizionale agli aspetti formali dell’atto di acquisizione, escludendo ogni riesame del provvedimento demolitorio già consolidato.
Fonte: giustizia-amministrativa.it