Assegno unico: cade il vincolo di residenza, esteso ai figli residenti in UE

Data:

07/05/26, 12:19

Autore:

Andrea Angelo Aronica

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Con la legge n. 50/2026 di conversione del DL n. 19/2026 (decreto PNRR), è stata modificata la disciplina dell’Assegno unico e universale (AUU) per adeguarla ai principi europei di libera circolazione. La novità principale è l’estensione del diritto all’assegno anche per i figli residenti in un altro Stato membro dell’UE, purché fiscalmente a carico secondo la normativa italiana. 

Le modifiche rispondono a una procedura d’infrazione avviata dalla Commissione europea nel 2024, che aveva giudicato discriminatori due requisiti previgenti: 

  • l’obbligo di residenza in Italia per almeno due anni; 

  • il vincolo che i figli dovessero risiedere in Italia. 

Entrambi i limiti sono stati rimossi: è abrogato il requisito della residenza biennale e, ai fini dell’AUU, si considerano anche i figli residenti in un altro Paese UE. 

Ulteriori precisazioni riguardano i lavoratori non residenti in Italia: la domanda va presentata per la durata dell’attività lavorativa e rinnovata annualmente dal 1° marzo. Le nuove disposizioni sono in vigore dal 21 aprile 2026 e non si estendono ai figli residenti in Paesi extra‑UE 

Per informazioni, visita la pagina: integrazionemigranti.gov.it