Giustizia amministrativa - approfondimento: irricevibilità e inammissibilità nel processo amministrativo

Data:

09/06/22, 10:24

Autore:

Andrea Angelo Aronica

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Il processo davanti al Giudice amministrativo può avere tra le sue conclusioni c.d. di rito una sentenza di irricevibilità come una di inammissibilità. 

Il primo tipo di sentenza è pronunciato quasi sempre per la tardività del ricorso; il secondo, che ricorre più spesso, è pronunciato per diversi motivi.  

Comune all’uno e all’altro tipo di sentenza è la caratteristica che segnano entrambi la esclusione dell’esame del merito del ricorso ed in genere dell’atto di iniziativa processuale (ricorso o impugnazione che sia). 

Si nota anche, però, che il Giudice talvolta considera promiscuamente i casi in cui il ricorso si presta ad essere dichiarato irricevibile o inammissibile, oppure fa oggetto di una pronuncia di inammissibilità una condizione di tardività che, invece, in altri giudizi è fatta oggetto di una pronuncia di irricevibilità. 

Si nota anche che piuttosto frequentemente il Giudice, nelle motivazioni della sentenze evoca la condizione della ricevibilità del ricorso e quella della ammissibilità facendo seguire dopo pochi passaggi la evocazione delle nozioni dei presupposti processuali e delle condizioni dell’azione, inducendo a cogliere una implicita affermazione di una sovrapponibilità tra l’una e l’altra distinzione (e quindi una corrispondenza tra ricevibilità e presupposti processuali ed un’altra corrispondenza tra ammissibilità e condizioni dell’azione) 

Si ha nel complesso una condizione di indeterminatezza su ciò che può portare ad una sentenza di inammissibilità e ciò che può portare ad una sentenza di irricevibilità. 

Su tutto questo aleggia il dubbio che la distinzione tra le due categorie della irricevibilità e della inammissibilità appartenga essenzialmente all’ambito degli operatori del processo amministrativo come misura di autorganizzazione del lavoro.  

Fonte: giustizia-amministrativa.it